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17 giugno 2011

NUOVO BLOG

           

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DA MOLTO TEMPO I MIEI NUOVI POST LI TROVI QUI:

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1 settembre 2010

CONSUMISMO POVERO

  
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Camminando per strada una anziana signora vede un filo di spago a terra, si china,
lo raccoglie e lo mette in tasca portandoselo via.
Scena d'altri tempi, tempi in cui anche una cordicella poteva servire a qualcosa, come
legare una vecchia valigia di cartone per esempio. Oggi, chi ha bisogno di un pezzo di
spago ne compra un rotolo per poi abbandonare il resto chissà dove mentre valigie di
cartone non ne esistono più, si compra una trolley o l'ultima Samsonite vista in TV anche
se è per un solo viaggio.   
Adattamento? Consumismo? Progresso?
 
Sarà stato anche l'arrivo dell'Euro a peggiorare le cose, poi la crisi internazionale ma, se
andiamo più indietro nel tempo, la situazione di difficoltà economica ha inizio con Carosello
e peggiora con la perdita dei valori, in senso lato, che ha colpito negli anni la nostra
società.  Per valori intendo anche quello delle piccole cose, come quel pezzo di spago
raccolto dalla signora.
 
Pur subendo, per questo, critiche dei miei parenti, io non butto via le cose facilmente,
tengo a conservarle e a prenderle se le trovo abbandonate, anche se si tratta di un
semplice chiodo o di un sottovaso di plastica. Mia nonna diceva: “Astipa che truova”
(conserva che trovi) e non eravamo una famiglia che poteva definirsi povera o bisognosa.
Era lo stile di vita ad essere diverso e principalmente il valore che si dava alle cose, la
vergogna, se c’era, non era per l’avere addosso abiti consumati dall’uso o dal non aver
un’automobile.
Mal comune mezzo gaudio, qualcuno potrebbe dire. Mah!
 
Tempo fa su un marciapiede, accanto ai bidoni dei rifiuti, vidi un grande specchio buttato,
abbandonato lì perché non serviva più. Era una bella specchiera in stile a forma di otto e
non nascondo l’istintiva tentazione di prenderla e portala via prima che qualche scugnizzo
di turno la rompesse o che gli addetti alla raccolta la portassero via, ma la vergogna ebbe
il sopravvento, unita all’impossibilità di trasportare da solo un simile peso. Penso a cosa
avrebbe detto o fatto la signora del filo di spago o qualunque altra persona vissuta appena
quarant’anni fa, quando le cose non si buttavano con tanta facilità ed esisteva una sorta
di riciclo familiare e domestico. Credo che una di queste persone, se avesse l’opportunità di
ritornare in vita oggi, potrebbe vivere di rendita con l’uso di tutto quello che (ancora buono
ed usabile) viene buttato e che si trova per strada o nei bidoni dei rifiuti.
E pensare che c’è chi si rivolge ad una finanziaria pur di avere a casa una lavastoviglie e
uno schermo al plasma.
 
 


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15 agosto 2010

FERRAGOSTO

 


Copyright A.Veraldi



Agosto in città.
 
Per chi come me è abituato e soddisfatto di trascorrere le proprie ferie nel mese di luglio non prova grosse difficoltà nel rimanere a casa ad agosto, tranne un leggero senso di sconforto che inesorabilmente mi pervade a ferragosto quando la città si svuota e giornali e notiziari parlano di viaggi e luoghi di villeggiatura.
Ci siamo, anche quest’anno oggi è ferragosto e ieri, mentre con l’auto ritornavo a casa, ho visto due bambini fuori ad un balcone, al secondo piano di un palazzo.
Il più grande non aveva più di 4 anni e seduto accanto al fratello piangeva strillando.
Quelle grida provenienti da un faccino “bianco di città” sono state come un pugno allo stomaco.
Mi è venuto un nodo in gola e mi angosciava vedere due bambini che non potevano fare altro che passare un po’ di tempo fuori ad un piccolo balcone in pieno pomeriggio, col caldo soffocante che c’era.
Le faccine bianche dimostravano che il mare, loro, lo vedevano solo in TV e che il pianto era dovuto, sicuramente, a qualche banale richiesta non soddisfatta dei genitori che, nel frattempo, dovevano essere in casa.
Che tristezza!
Avrei voluto avere una bacchetta magica per portare in un baleno quei due bambini su una spiaggia davanti a secchielli e palette o, forse, sarebbe bastato un gelato ed un palloncino per vedere un sorriso sulle loro paffute guance pallide.
Inutile ribadirlo, la vita è ingiusta e stramba….. chi tanto e chi niente!
 
 
 
 

22 dicembre 2009

SINDROME DEL NATALE

 

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Per alcuni, i più facoltosi, Natale è principalmente periodo di vacanze, lo si aspetta con ansia, come quello estivo, per avere un periodo di riposo e di bagordi sulla neve o su una spiaggia ai Caraibi. Sebbene non manchi occasione per regalarsi o regalare qualcosa, sono quelli che fanno trovare una nuova e fiammeggiante SUV infiocchettata nel garage al proprio figlio. 

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Per altri, pochi in verità, è il periodo più sacro e religioso dell'anno da vivere in comunione con lo spirito santo come momento di devozione spirituale. Basta poco per vivere la festività e ci si diverte con una tombolata in famiglia. “Gloria a Dio nei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”.

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Per molti, Natale è il periodo del Panettone e dei regali, del pranzo con i parenti e del cenone a casa, con amici o in un locale - pranzo e ballo tutto compreso. La tredicesima ed i risparmi messi da parte vanno via velocemente e spesso ci si ritrova ad iniziare l'anno nuovo più stressati e con qualche chilo in più addosso.

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Per i bambini rappresenta la venuta di Babbo Natale o della Befana che gli porterà qualche giocattolo nuovo e desiderato. In passato, questo era l'unico momento in cui tutti i bambini, fatto eccezione per i più ricchi, ricevevano finalmente un giocattolo e non importava se grosso o piccolo, se costoso o modesto, era comunque un qualcosa di eccezionale che si aspettava e viveva con grande emozione e felicità.

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Per altri, poi, il Natale è solo un periodo di confusione, di consumismo imposto e dovuto come l’acquisto del Panettone o del capitone mentre, chi ha figli e famiglia, non può fare a meno dell'albero o del presepe a casa e di alcuni regali o mazzette da dare a figli o nipoti.

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Infine, c’è a chi tale festività è solo portatrice, come sempre, di malinconia e tristezza. E non sono i poveri o nullatenenti, ma persone comuni con cui nulla ha a che fare lo stato sociale od economico. Per questi, seppure il Capodanno o il Natale rappresentino un momento di felicità o di spiritualità, per un motivo od un altro, portano con sé, inconsapevolmente ed involontariamente, uno stato di angoscia e di insoddisfazione.

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A qualsiasi categoria voi apparteniate, 

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 rose di natale

<Coloro che non avevano doni da portare al Bambin Gesù furono graziati dal cielo. Per consolare il cuore della fanciulla Madelon, che arrivò alla grotta a mani vuote, l’arcangelo Gabriele colpì il terreno col bastone facendo nascere le rose di Natale.>


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24 dicembre 2008

AUGURI

 
I MIEI AUGURI A TUTTI VOI
MY BEST WISHES FOR YOU ALL
 
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Copyright by A,Veraldi
 
 
 
Vi auguro dei sogni
in numero infinito
e il desiderio furibondo
di realizzarne qualcuno.
Vi auguro di amare
ciò che bisogna amare
e di saper dimenticare
ciò che bisogna dimenticare.
Vi auguro delle passioni,
vi auguro dei silenzi,
vi auguro dei canti
di uccello al risveglio
e dei sorrisi di bambini.
Vi auguro di resistere
a tutto ciò che vuole
farci affondare, all’indifferenza,
alle virtù negative del nostro tempo.
Vi auguro soprattutto
di essere voi stessi.
(Jacques Brel)
 
 
 
 


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27 ottobre 2008

CONSIDERAZIONI

 

 

 

Lettera al Signore

 

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copyright a.veraldi

 

 

 

Esente da affrancatura,  inviata a ½ pensiero

 

 

Quante volte, in passato, Ti ho chiesto incollerito perché non ero venuto al mondo in una famiglia facoltosa, perché non mi era stato concesso di avere la bellezza di Leonardo di Caprio
oppure il fascino di Richard Gere. 

Come sempre accade, abbagliati dalla forma più che dalla sostanza si trascura l’essere e la sua interiorità.

Nel frattempo, il tempo proseguiva inesorabile la sua corsa mentre ogni capello bianco diventava depositario di vita vissuta.

Da allora i miei occhi hanno iniziato a guardare il mondo in modo diverso e scoprire quelle virtù del mio essere da sempre trascurate.

E per questo che ora, Signore, devo dirTi grazie se i miei occhi sono umidi dopo la visione di un banale film d’amore e grazie se la mia anima vibra all’inverosimile durante l’ascolto di una semplice melodia.
Grazie per avermi dato la capacità di avvertire con facilità i più reconditi sentimenti degli altri,

grazie per farmi estasiare davanti ad un tramonto o alla vista di un piccolo bosco.

Poche cose, lo so, ma in un mondo così materiale e prepotente sono contento di averle,

conscio che mi saranno di conforto nell’ulteriore difficoltoso cammino che  mi aspetta.

Grazie! 

feel

 

 

 

 


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23 febbraio 2008

gocce di verità

 

 

"La teoria è quando si sa tutto e niente funziona.

La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché.

In questo caso, abbiamo messo insieme la teoria e la pratica:

non c'è niente che funziona... e nessuno sa il perché!"

(Albert Einstein)

 

 

  

 


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1 gennaio 2008

CAPODANNO

 
A pochi minuti dopo la mezzanotte, voglio farvi gli auguri per il 2008 con questa foto scattata a Hong Kong dove il capodanno è passato da alcune ore. 

 

Happy n_Year

 

A U G U R I

 


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12 novembre 2007

Il mondo al femminile


Più che pari opportunità! 



[dalla campagna pubblicitaria 'linea Evolution' di F. Biasia]

Sebbene quest’immagine pubblicitaria è stata spesso utilizzata in giro per fare dell’ironia sulla mente delle donne, io, al contrario, la voglio usare per mettere in evidenza le capacità e l’intelletto femminile, che non proprio raramente intimoriscono l’uomo! Se si ha paura di aprire quella zip, quindi, è perché a volte si ha paura di confrontarsi, consci di trovarsi davanti una abnegazione, una lungimiranza e un’onestà intellettuale superiore alla nostra!
A volte mi chiedo come sarebbe l’Italia governata da solo donne!


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9 novembre 2007

GOCCE DI VITA (inquinate)

 
 
Comunita?

 
La vita diventa sempre più difficile anche perché c'è meno solidarietà, si vive sempre più in disparte e chiusi nei propri nuclei familiari, piccoli o grandi che siano. C'è sempre meno aggregazione, partecipazione e disponibilità. Già la porta accanto alla nostra è "off limits", un mondo a parte che non ci appartiene e di cui non interessarci o preoccuparci, qualunque cosa vi succeda.
Paure, sfiducia e insoddisfazioni: i maggiori responsabili di questa situazione. Essendo concreto ed obiettivo sono convinto che:
 
Il bene e l'altruismo nascono dalla fiducia nel prossimo,
dall'inesistenza di paure per se e per i propri cari,
da passioni e desideri deboli o già soddisfatti e
dalla mancanza di sofferenze personali.
 
 
Posso, se vi va, vagliare rigo per rigo tali convinzioni.
Se non crediamo nella persona che ci sta davanti o, anzi, riteniamo che non sia meritevole, è chiaro che difficilmente faremo qualcosa per lui.
Idem se tale persona, con il suo comportamento, potrebbe arrecare del male o già ne ha fatto. Risulta difficile fare beneficenza nel caso sia la nostra stessa vita o quella dei nostri cari a non essere soddisfacente, se si hanno desideri, voglie o obiettivi in corso.
L'ultimo punto, penso sia poi evidente quanto il primo in quanto una persona malata o sofferente non ha certo quella serenità e pace interiore che la potrebbe portare ad occuparsi dei problemi degli altri.
Come evitare tutto ciò? Come migliorare o cambiare?
Volendo fare un consuntivo di quello che il progresso ha portato in 2000 anni storia, dovremmo metter in lista guerre, povertà, distruzione, inquinamento, malattie e difficoltà di vita (sociale) non indifferenti. A questo punto, credo che solo un totale regresso possa portare ad un vero e radicale cambiamento. A che serve guardare oltre e all'universo se la stessa esistenza è in pericolo mentre viaggia su binari sbagliati. Il mondo dovrebbe trasformarsi in un'unica enorme comunità dove vivere tutti insieme, gomito a gomito e dove il problema di uno sarebbe anche il problema degli altri, così che tutti insieme potrebbero risolverlo. Si dovrebbe vivere tra e con la Natura, come è stato agli inizi delle civiltà. Tutti allo steso livello e alla stessa maniera ma ognuno mettendo a disposizione le proprie doti e capacità. Con la scienza e le conoscenze attuali si eviterebbero i rischi e gli errori del passato e le cose potrebbero andare meglio. Pensate, non più monete, governanti, politici, guerre o povertà. Non più differenze, camorra, mafia, industrie o società, pubblicità e qualunque oggetto inutile del consumismo. E, almeno per qualche millennio......

 
 


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8 novembre 2007

COUPLE ON-LINE


INNAMORARSI E SEPARARSI A CAUSA DELLA CHAT-LINE
 
 
Mi va postare una notizia di cronaca di settembre, riportata dal "Daily Telegraph" e poi, per la sua unicità, apparsa su molti siti e blogs. Questo perché al di la del fatto che l'avvenimento è di per sé strano e divertente, mi induce a delle riflessioni. Siamo a Zenica, città della Bosnia, una ventisettenne e un trentaduenne, due computer in rete e una chat-line. "Sweetie" è il nick di lei che durante la solita chiacchierata conosce e parla con lui: "Prince of joy". Entrambi sono sposati ma con un matrimonio noioso e forse perfino già fallito in corso.
Tra i due nasce da subito feeling e così, ad ogni connessione, l'uno cerca l'altra e viceversa, anche se per fare quattro chiacchere solamente. Passano i giorni e aumenta la conoscenza tra i due i cui colloqui scendono sempre più sul personale, si piacciono, sembrano fatti l'uno per l'altra.
Da lì al corteggiamento il passo è breve e dopo poco i due si ritrovano a non poter più fare a meno di incontrarsi e conoscersi!
Capita spesso sulle chat e non è una novità che in molte occasioni sono nate delle vere storie d'amore. Detto fatto, si fissa il giorno ed il luogo dell'appuntamento. Ma quel giorno, all'incontro, non appena la ragazza si rende conto che l'agognato "Principe" è proprio Adnan, suo marito, e quest'ultimo che la "Sweetie", conosciuta on-line, è Sana la sua attuale moglie, imbarazzo e rabbia li invade.
<Ma come è possibile?>, <Coma hai potuto dire certe cose?>
Accuse e delusione da entrambe le parti. Ora i due hanno in corso domanda di divorzio, accusandosi reciprocamente di infedeltà!
Sana è incredula per quello che le è capitato, ritrovandosi veramente innamorata da un giorno all'altro.
<Era tutto così fantastico>, ha dichiarato.
Adnan, invece, è ancora scettico sul fatto che potesse essere davvero sua moglie a dire certe cose in chat.
<In tanti anni di matrimonio non mi hai mai detto parole così piacevoli>, ha affermato.    
 


      
Bene, le riflesioni cui accennavo, riguardano la "tristezza" che l'evento provoca e la conclusione che, invece di piangere, rammaricarsi e cercare di rimettere insieme i cocci di quella unione, i due si siano, invece, separati definitivamente. Se i caratteri esternati a parole in chat erano veritieri, allora perché lasciarsi se c'erano dei presupposti per poter stare insieme? Certo non sarebbe stato facile ed immediato.... ma meglio che ripartire dal niente. Spesso, come qualcuno ritiene, è solo una questione di piacere fisico, di come si "appare" e di conseguenza carattere e predisposizione servono poi a poco nella realtà.  L'accaduto mette in evidenza la "solitudine" che regna in tante unioni, di quanto povera e difficile sia la comunicazione nella società attuale e di quanto poco ci si possa conoscere l'un l'altro.
Non meravigliamoci, poi,  nel constatare l'alta percentuale di separazioni legali che annualmente avvengono nel mondo!

 
 
 


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3 novembre 2007

A FRANCESCO

 
... per te una novella estemporanea.
 
Leggerezza o lentezza dell'essere?!
 
 
 
Poi, su quel forte ramo, il fiore si tramutò in frutto.....
Piccolo ed acerbo cominciò lentamente a crescere ed assimilare.
Più maturarva e più i dubbi e le perplessità riempivano la sua mente.
Come uno spettatore non partecipante temporeggiava, rimandava e si adagiava.
Era forse troppo presto per capire che il tempo inesorabile non si ripropone?
Poteva ei forse essere insoddisfatto di quanto la Natura gli aveva offerto fin'allora?
E di che poi, se molti dei frutti che gli stavano accanto non erano altrettanto rigogliosi?
Quel grande frutto laggiù agognava essere la farfalla che leggera gli volava spesso intorno,
quell'altro, invece, alcuni rami più in là, minuto e striminzito da sempre sognava di essere albero.
Gli unici a non sognare più eran quelli che, avanti tempo, erano, ahimé, caduti avvizziti dai rami.
Ora, morenti nel terreno, erano consci che l'esistenza era solo un miscuglio di situazioni,
di momenti buoni o cattivi, belli o brutti, voluti o indesiderati, comunque da vivere.
Il buono che da la forza per andare avanti ed il brutto quella per migliorar le cose.
Ma, sebbene consapevole, ei lasciava il tempo scorrergli addosso come acqua su un sasso.
Sasso che poteva aspirare a diventar pietra o montagna e affrontar, così, l'esistenza con decisione.
Ora che ne aveva tempo e sostanza, capacità e mezzi, ora che era proprio il momento giusto!
Invece il frutto aspettava e dubitava, voleva e non voleva in una grassa immotivata oziosità. 
Il frutto stava maturando e spesso si mostrava al sole sano e forte, allegro e socievole;
come solito, il mondo intorno cambiava, correva, cresceva e s'affannava in una continua sfida.
I sogni dei frutti più lungimiranti e tenaci spesso si realizzano e in giro vi sono tanti alberi e farfalle.
Se ti volti il presente è già passato e realizzi che ogni cosa ha il suo tempo per essere ed avere senso.
Tempo passò ed il frutto fu poi maturo al punto giusto, pieno e sostanzioso come un buon frutto dev'essere.
Ora era traballante sul ramo e si rese conto che da un momento all'altro poteva essere colto o cadere giù.
<Dannazione> disse, <non ho ancora deciso cosa diventare, né dove e perché, aspettate vi prego....>
Troppo tardi, mentre dondolava, il primo vento di un autunno disgraziato lo scaraventò giù.
Il vecchio ramo triste e debole non potè far niente per trattenerlo oltre, era tempo che ciò avvenisse.
Tutti sanno che deve accadere, il tempo non aspetta e non concede proroghe, quel che è fatto è fatto.
 
(AV alias Tony)
 
 


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31 ottobre 2007

1 Novembre

 



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20 settembre 2007

INSOLITI MUSEI

 
Visita ai musei

Quando si parla di musei viene spontaneo pensare a quelli dove è possibile ammirare opere d’arte famose o antichi reperti archeologici e si rimane, poi, meravigliati nel conoscere che ne esiste uno sulle mestruazioni o sui rubinetti! Sul web si trovano con facilità notizie in merito a questi bizzarri musei presenti in giro per il mondo e per questa visita virtuale ho scelto i più noti.

Ho constatato con interesse che ai primi posti compare l’Icelandic Phallological Museum di Reykjavík con circa 5000 visite all’anno. E’ il  MUSEO DEI PENI  e ne ospita più di 170, provenienti da trofei di caccia o da organi imbalsamati ed essiccati. Nacque nel 1974, per opera dell’ex professore islandese di storia Sigurður Hjartarsonsi, e agli inizi esponeva solo peni di alcuni animali (non viventi in Islanda) e altri di fantasia (elfi, trolls, mostri, ecc.)

Ma l’obiettivo era ed è quello di conservare un esemplare di “pene” di tutti i mammiferi presenti in Islanda, comprese le specie in estinzione o già estinte. Sebbene manchi ancora un esemplare “umano”, una delle persone più anziane dell’isola, l’esploratore e ‘donnaiolo’ islandese Páll Arason, nato nel 1915, ha donato il suo membro al museo. Con un atto scritto il suo medico di fiducia si occuperà di tutto dopo la sua morte.

Con un atto scritto il suo medico di fiducia si occuperà di tutto dopo la sua morte.
 

La classifica dei musei più strambi, segue col  MUSEO DELLE RANEin Svizzera


Alla fine dell’Ottocento, la guardia svizzera François Perrier, era talmente attratto dalle rane che prese a studiare nuovi e strani metodi per imbalsamarle, rendendo il corpo elastico e adatto ad ogni tipo di manipolazione. Così, con i corpi di 108 rane riempite di sabbia, compose le “tableaux vivants”, ovvero composizioni di fantasia in cui le rane fanno la parodia a normali situazioni umane.... a scuola, a tavola mentre mangiano, mentre giocano a carte, etc.  







Le composizioni sono conservate nel museo regionale di Estavayer-le-Lac nel cantone di Fribourg che, anche se ha una collezione di lampade e lanterne, è ormai conosciuto come il museo delle rane.


 

Invece di andare nel Massachusetts, si può visitare comodamente da casa il Toilet Museum, ovvero il MUSEO DEI BAGNI online. Qui è possibile trovare molti pezzi storici di tutto il mondo e carta igienica d’annata, scrupolosamente raccolte dal curatore Burt Stark.

L'idea nacque nel 1982, ma solo nel 1998 Stark ha iniziato effettivamente a collezionare le immagini, che provengono dalle fonti più svariate: fumetti, fotografie di giornali, scene di film, etc.



Cliccando su uno sciacquone virtuale si accede al sito diviso in varie categorie, dalle più classiche “Ladies Room” e “Mens Room”, alle più stravaganti come “Animals bathroom”, “Christmas Bathroom” o “Bathrooms sounds”. Non manca la sezione dedicata all'e-commerce e all’invio d’e-cards a tema, ovviamente.


Per rimanere in tema, in Italia, a San Maurizio d'Opaglio (NO), si trova il MUSEO DEL RUBINETTO
e della sua tecnologia. Ve ne sono di rari, insoliti e curiosi, con approfondimenti storici dai greci ai giorni nostri per sapere come l'acqua arriva nelle case.






Queste alcune immagini.

Insolito anche il MUSEO DEI CAPELLI  di una certa Leila ad Independence, negli USA, con parrucche, pettini e attrezzi del mestiere, ma anche e principalmente capelli umani, risalenti addirittura al XVIII secolo, con più di 300 esemplari intrecciati in splendide ghirlande.




Nella parte più bassa della classifica troviamo il  MUSEO DELLE SCARPE  a Toronto in Canada.

Una delle più grandi esposizioni al mondo di scarpe in una costruzione futuristica che raccoglie più di 10.000 esemplari, dagli antichi egizi ai giorni nostri.



 

Non poteva non essere in Italia il MUSEO DELLA PASTA  e precisamente, nelle vicinanze della Fontana di Trevi a Roma.

Aperto nel 1993 e con un esposizione su due livelli, ripercorre otto secoli di storia dell’alimento base degli italiani. Macchinari di produzione, informazioni nutrizionali, la pasta nell’arte antica e contemporanea, la sua storia in generale insomma.





Il MUSEO DELLE MESTRUAZIONI non ci si può credere, ma esiste davvero e si chiama “Mum” (MUseum of Menstruation).



Per ora è visitabile solo “online”, perché la sede ufficiale è un sottoscala di Hyattsville, ridente cittadina del Maryland e l’ideatore è il mecenate del Tampax Harry Finley, che lavora per il Governo federale degli Stati Uniti nella vicina Washington. Sui menù a sinistra della pagina, cliccando sulla voce:
"| tour the former museum ” si ha un’idea di cosa tratta il sito che è molto vasto. Pubblicità dei primi assorbenti, la loro storia con tipi e modelli, notizie scientifiche e altro.


Il  MUSEO DEL VODOO  a New Orleans



ha il nome esatto di “Voodoo Spiritual Temple” ed è in verità un’attività gestita dalla sacerdotessa Miriam Chamani che segue le tradizioni dei suoi antenati. In questo tempio si celebrano principalmente riti di guarigione spirituale basati sul voodoo americano afro-centrico derivante dal potere dello spirito sulle persone che vivono in amicizia.


Nel MUSEO DELLA MOSTARDA [http://www.mustardmuseum.com/Visit_museum] nel Wisconsin potete trovare migliaia di vasetti di senape di tutti i generi.


MUSEO DELL'ORRORE di Dario Ragento


A Roma, in via dei Gracchi, è possibile provare sulla propria pelle le emozioni vissute dai protagonisti dei film di Dario Argento…


In America non poteva poi mancare IL MUSEO DELLE NOCCIOLINE il simbolo americano per eccellenza!
Siamo nel Connecticut e la sua creatrice (deceduta) affermò: "Le noccioline hanno un cuore. Dure e qualche volta spigolose all'esterno, ma tenere e dolci all’interno".


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12 settembre 2007

VESUVIO PENSACI TU!

 
 
Considerazioni ad alta voce


Essendo una persona nata e cresciuta al Sud, mi sento colpito nell’orgoglio se qualcuno parla a vanvera del meridione e dei suoi veri problemi. Molte cose sono date per scontate e spesso i luoghi comuni precedono qualunque discorso. Mi fa male ammetterlo, MA più passa il tempo e più mi rendo conto che, almeno a Napoli e provincia, alcune situazioni sono talmente innate o radicate che ai miei occhi sembrano perfino genetiche! Tutto quello che può rappresentare un problema in una qualunque altra provincia d’Italia, qui peggiora o diventa tragedia!
(Traffico, spazzatura, smaltitori, sanità, scuola, delinquenza, disoccupazione, lavoro, raccomandazioni, ecc.)
Saranno anche i politici ed i nostri amministratori a non essere all’altezza, a sbagliare o ad essere corrotti, MA (un altro!) il motivo per cui QUI  tutto diventa difficile e va in malora è dovuto solo ad un fatto.... è dovuto ai napoletani stessi... a quei napoletani.....

... che credono tutto gli è dovuto;
... che credono esista solo la camorra;
... che per questo si credono camorristi;
... che hanno comunque la precedenza;
... che il campanilismo e l’amor patrio non rientrano tra i loro geni;
... che sono opportunisti, ladri e menzogneri;
... per i quali l’educazione civica si riceve solo con la laurea;
... per i quali l’essere napoletani è un alibi;
... per i quali il domani è il solo pensare ad oggi;
... per i quali rispetto e educazione significa debolezza e fessaggine;
... per i quali è il mondo a girare intorno a loro,
per cui se cascasse, l’importante è che non gli cada addosso!
 
Il malessere e le condizioni in cui la Campania versa, sono dovute proprio a queste persone e non ne sono poche!
 
Ne sono tante.... molte.... troppe!

Noialtri, le persone “deboli e fesse”, pensavamo che con gli anni....... con i nostri figli e i figli dei nostri figli, le cose sarebbero lentamente migliorate. Invece no... e sapete perché... perchè le persone ‘per bene’ erano la minoranza e sono rimaste in minoranza. L’indice di natalità molto basso non si confà a loro, a “quei napoletani” e, mentre noi siamo andati avanti con uno o massimo due figli, loro oggi ne “sfornano”  4, 5 o 6!! E’ lo Stato stesso che li invoglia tra assegni di maternità, assegno per il terzo figlio, incremento ANF per nuclei numerosi, nipoti a carico dei nonni e chi più ne ha più ne metta. A loro non interessa il futuro, perchè il futuro non esiste. Non si preoccupano più di tanto, né della scuola né del vivere decente. A 7, 8 anni i bambini, che nel frattempo sono cresciuti tra scuola dell'obbligo e la strada, devono andare a “fare qualcosa” per aiutare il bilancio familiare.
E’ lo scugnizzo del ventesimo secolo che andrà ad incrementare il numero di “quei napoletani” cui accennavo prima! Di certo non è la “Napoletaneità” di cui esserne fieri!
Non c’è stato niente da fare prima, non si è potuto niente oggi e non ci sarà nente niente da fare domani!
E’ come un virus a cui nessun medico ha mai voluto trovare il vaccino, perché latore di una malattia circoscritta, isolata.
Per essa sono stati dati (e vengono ancora dati) solo lenitivi e ricostituenti!
 
Beati monoculi in terra caecorum!
 

 


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9 settembre 2007

LIVE SPACE

Chi la dura la vince!
Stamane un'e-mail del solito 'servizio Windows Live' mi ha reso partecipe del fatto che sul Blog era presente l'immagine "pipì.bmp" che violava il codice di comport......... bla, bla e che andava quindi eliminata in 48 ore... etc. etc.
Con mia sorpresa lo spazio era di nuovo disponibile :


Si trattava di un disegno, questo:



Pur di non ri-perdere il Blog l'ho eliminato..... 
Nonostante la contentezza, la rabbia rimane! 


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8 settembre 2007

Live Space

Come supponevo, da un'e-mail del servizio clienti Windows Live, in risposta alle mie richieste apprendo ufficialmente che lo Space è stato "cancellato" (addirittura!!)
Ho replicato, ovviamente, chiedendo il valore della loro precedente comunicazione - con la quale venivano concesse 48 ore di tempo per provvedere - e il perchè poi della loro inaspettata presa di posizione, nonostante le condizioni fossero state subito soddisfatte.
Anche se non c'è più niente da fare, spero si rendano almeno conto del loro comportamento poco professionale!
Che delusione!
Meno male che avevo copia di molti interventi postati su quel blog ed alcuni li stò già ri-postando qui......



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5 settembre 2007

Inizio nuovo Blog 2

Che delusione!
Come supponevo, la Microsoft ha oscurato il sito!
Sebbene dopo il perentorio avviso avevo provveduto subito ad eliminare le poche immagini incriminate, giusto 48 ore dopo, senza nemmeno un successivo controllo, il Blog è stato reso inaccessibile.
Che dite, forse perchè al posto della foto ho poi inserito la nota:
<Causa censura della Microsoft sono stato costretto ad eliminare l'immagine presente>?
Che ingiustizia!
Chi ha un Blog sa cosa provo, decine e decine di post andati in malora.
Purtroppo possiamo e contiamo poco nei confronti di queste grosse organizzazioni.
Che rabbia!
Sto inviando una e-mail al giorno chiedendo spiegazioni.... chissà se avranno un seguito....
lo spero!
Ma farovvi sapere.......

    


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1 settembre 2007

Inizio nuovo Blog

Dopo circa due anni di lavoro col precedente BLOG in casa MSN, per motivi di censura mi hanno bloccato il Blog e vengo a crearne uno qui.
Con una scarna e-mail, il servizio clienti Windows Live Spaces mi ha dato 48 ore per eliminare alcune immagini di nudo presenti sul blog. Non crediate chissacché, si trattava solo di immagini prese dalla rete, alcune artistiche come quelle di Spencer Tunick, altre di cronaca o addirittura raffiguranti qualche disfunzione o malattia! Assurdo!
Censurano il mio Blog per una manciata di nudi o disegni di cui la rete è piena! Rimpiango solo di aver ricevuto quella comunicazione dopo 2 anni.
Comunque, mi farebbe piacere se mi date il benvenuto......


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